Non mi sono svegliata con il cuscino bagnato di lacrime, ma con la testa trafitta si. Credo sia stata una bella festa, una bella serata, ricordo sopratutto il dolore, il resto è già un ricordo lontano, accanto a me c’è solo il dolore. Se mi impegno sono brava a far finta di nulla, nessuno se ne è accorto, ma forse è iniziato prima di sera. Ero al telefono con mamma e poi con nonno e nonna e ero triste, stavo per piangere? Parlare al telefono mi trafigge sempre di tristezza. Realizzo la distanza solo quando ci parliamo al telefono forse. Non lo so, ma mi prende al cuore, per questo non voglio mai chiamare, mi fa sentire male far finta che vada tutto bene al telefono, che poi va tutto bene veramente ma mi sento così quando siamo al telefono e mi chiedi come sto e tutto a un tratto mi convinco di stare davvero male e che gli altri non possano scoprirlo. Mi hanno già contagiato con il loro raffreddore? Sento gli occhi colmi di lacrime e non sembrano quelle cariche di sofferenza ma solo di batteri. È arrivato troppo presto questo raffreddore. Celina mi ha detto che non parla il futuro e non parla nemmeno il passato, si riferiva alla conoscenza dei tempi verbali dell’italiano, ma penso sia davvero bello saper parlare solo il presente, come cambia la concezione di mondo? Celina stavano per chiamarla Genesis Apocalipsis, dicono che i nostri nomi descrivono in parte la nostra personalità, chissà come sarebbe contenere in sé il germe della creazione e della fine del mondo. Forse è come parlare solo il presente. Sono qui distesa a letto e vorrei scavarmi a fondo, cerco di mettere nelle cuffie musica triste per smuovermi qualcosa, ma non sto scavando sto solo graffiando la superficie, dermatite contro unghie, solo pelle screpolata e sentimenti superficiali. Perché sembra tutto così normale, sono in un’altra città senza amici o punto di riferimento e sembra come sempre, cosa ho che non va? Quando ho smesso di sentire. Camminavo da sola per tornare a casa e neanche avevo più terrore, non sentivo nulla. Cena orribile, mi raccontavi dei tuoi malesseri e pensavo solo che odio gli uomini. Quando abbiamo smesso di fregarcene delle cose importanti della vita, perché non parliamo mai delle cose a cui teniamo, perché devo passare una serata a sentirvi parlare di cazzi. Ero alla manifestazione e ero in sintonia, i polmoni allineati con la rabbia un po’. Vorrei che venissi da me, mi amassi, e potessimo parlare per ore di cose che ci infiammano e potessimo fare la rivoluzione insieme, ci sei o ti ignorerò perché non provo più nulla?